Ieri sera sono andato a un compleanno di un unenne (auguri Cesare!). Eravamo un po’ di persone, amici, parenti e affini. Ho notato che tra gli uomini è molto in voga l’irsutismo. Barbe, baffi, pizzetti, e affini.
Mi sono venute in mente certe foto di feste di compleanno di mio padre a Berlino nei primi anni Settanta, comunioni di parenti di fine Settanta/inizio Ottanta, e ho pensato che anche allora andavano molto di moda barbe, baffi, pizzetti e affini. E ho ricordato anche il vago senso di ridicolo a vedere negli anni Novanta quelle foto di mio padre e dei miei parenti.
Ecco, ho pensato a me e ai miei amici tra dieci/vent’anni, quando riguarderemo le foto di ieri sera e avremo anche noi quel vago senso del ridicolo. E a Cesare, che ieri faceva un anno, quando di anni ne avrà 15 e guardando quelle foto dirà: “Papà, ma come eri combinato con quella barba? E Ciccio, ma che baffi portava? Non vi vergognavate?”
Cesare, ricordati che gli errori si scoprono sempre tempo dopo, a volte tanto tempo dopo. Tipo dopo dieci/vent’anni
Gli autori italiani di cui Einaudi oggi dispone sono un discreto numero e ogni anno il calendario delle novità è sempre pieno. Anzi il nostro grosso problema oggi, è che abbiamo un programma troppo affollato; pubblicare è relativamente facile, ma dopo ogni pubblicazione, ogni libro, se merita…
Nel 2005 in questo periodo mi ero appena laureato, vivevo in una casa in cui eravamo entrati in due più un cane e dalla quale sono uscito solo. Ero entrato con i capelli lunghi e ne sono uscito con la cresta. Sono entrato felice e ne sono uscito con una rabbia che mi teneva in piedi a forza.
Bevevo tanto e non mangiavo quasi niente, facevo ridere meno di adesso, studiavo e leggevo molto di più e cercavo di diventare una persona con delle parvenze di età adulta. Suonavo, recitavo, conoscevo un sacco di persone e tiravo giù delle bestemmie che la metà mi basterebbero per scontare un ergastolo in purgatorio. Se però devo pensare alla canzone che ho ascoltato di più in quel periodo mi viene in mente questa. Non sarà una canzone che passerà alla storia, non sarà una canzone che lascerà un segno indelebile nella musica mondiale e probabilmente non è neanche una grande canzone, so solo che era quella che mi rappresentava meglio in quel periodo. Una leggerezza che nasconde uno stare male che sai già che passerà, non sai quando, ma passerà.
Sono passati 5 anni da allora, sono cambiate molte cose, ma se devo pensare a un periodo della mia vita bello e disperato mi viene in mente quello. Un periodo con chili di marmellata.
Mica lo sapevo io che esiste uno standard internazionale per la preparazione del Tè. Si chiama ISO 3103.
(Fonte: mattiaq)
Siamo sicuri che Cicatrici lascerà il segno. Grazie a chi ci dato un taglio. E grazie a tutti voi che sopportate i nostri miseri calembour.
Buona lettura.
Pare che dentro ci sono anch’io. Sempre con dei gravi problemi di consecutio temporum.

